Premessa
Inauguriamo con oggi un appuntamento settimanale che troverà spazio, ogni domenica sera, sul nostro blog. Amare davvero la fotografia significa in primis essere consapevoli che, a volte, quello che non si riesce a comunicare con le parole può essere comunicato con un'immagine. Noi de “Il Fotofilosofo” la fotografia l'amiamo davvero: per questo abbiamo deciso di dedicare questo spazio alla presentazione di autori emergenti che, con le loro opere, possano davvero incarnare il nostro “credo” fotografico, e magari ispirare voi lettori nel vostro cammino di perfezionamento personale.
Quelli di voi che non hanno mai sentito parlare di Youness Taouil o del nickname “Lo Straniero” con cui si fa riconoscere sulla rete, probabilmente vedendo i suoi scatti qui sotto resteranno stupiti dal fatto che sia lui il primo autore scelto per la nostra nuova rubrica. Dopo tutto quello che abbiamo finora predicato vi aspettavate un fotografo vecchio stile ancora affezionato alla pellicola, alla sua Leica e a scatti, magari in bianco e nero, dal forte taglio introspettivo. Non è così? E invece proprio noi de “Il Fotofilosofo”, convinti
assertori della marginalità della tecnica rispetto al significato e della strumentalità dell'attrezzatura rispetto al fotografo, vi stiamo presentando un autore che ha fatto della post-produzione accentuata e dei contrasti esagerati il suo marchio distintivo. No, non siamo impazziti, e non abbiamo per nulla cambiato la nostra linea di pensiero. Al contrario, se oggi vi proponiamo questo breve viaggio nell'universo di Youness Taouil, è perchè siamo convinti che con il suo modo di fare fotografia riesca ad esprimere davvero efficacemente ciò che noi abbiamo cercato di dire con le parole. Le sue opere al primo impatto colpiscono per la potenza grafica che convogliano: colori saturi, deformazioni e prospettive impossibili sono tra i
suoi strumenti preferiti e ne fa largo uso in quasi tutte le sue immagini, che spesso si allontanano dalla realtà dello scatto ricoprendosi di materiali sconosciuti e colori innaturali che riempiono l'occhio dello spettatore. Ma sarebbe ingiusto verso l'autore e verso le opere limitarsi ad apprezzarne l'indubbia capacità grafica nella post-produzione. Di fronte alle immagini di Youness Taouil, al contrario, è necessario spalancare la mente e lasciarle entrare con tutto il loro contenuto di irrealtà e assurdità. Potranno così condurci nel loro universo parallelo stralciando tutti i nostri pregiudizi, mettendoci
assertori della marginalità della tecnica rispetto al significato e della strumentalità dell'attrezzatura rispetto al fotografo, vi stiamo presentando un autore che ha fatto della post-produzione accentuata e dei contrasti esagerati il suo marchio distintivo. No, non siamo impazziti, e non abbiamo per nulla cambiato la nostra linea di pensiero. Al contrario, se oggi vi proponiamo questo breve viaggio nell'universo di Youness Taouil, è perchè siamo convinti che con il suo modo di fare fotografia riesca ad esprimere davvero efficacemente ciò che noi abbiamo cercato di dire con le parole. Le sue opere al primo impatto colpiscono per la potenza grafica che convogliano: colori saturi, deformazioni e prospettive impossibili sono tra i
suoi strumenti preferiti e ne fa largo uso in quasi tutte le sue immagini, che spesso si allontanano dalla realtà dello scatto ricoprendosi di materiali sconosciuti e colori innaturali che riempiono l'occhio dello spettatore. Ma sarebbe ingiusto verso l'autore e verso le opere limitarsi ad apprezzarne l'indubbia capacità grafica nella post-produzione. Di fronte alle immagini di Youness Taouil, al contrario, è necessario spalancare la mente e lasciarle entrare con tutto il loro contenuto di irrealtà e assurdità. Potranno così condurci nel loro universo parallelo stralciando tutti i nostri pregiudizi, mettendoci
di fronte ai significati di cui sono pervase ed attorno a cui con saggezza sono costruite. E' una consapevolezza raffinata ed un'astuzia degna di un grande comunicatore quella che orienta Taouil nella realizzazione dei suoi scatti: l'assurdo, utilizzato come criterio ispiratore dell'immagine, è il “cavallo di Troia” che gli permette di dire, anzi di urlare, alla coscienza dello spettatore tutte le emozioni e le idee che lo muovono. Taouil parla, con una grande ampiezza di orizzonti, di se stesso, dell'animo umano, della società e di qualunque cosa gli passi per la mente.
Sceglie spesso contenuti provocatori ed i suoi colpi arrivano al bersaglio con forza, spinti da un'ottima tecnica fotografica, certo, ma anche dall'abilità nel fotoritocco degna di un genio di Photoshop. Insomma, se abbiamo scelto Youness Taouil per la prima edizione della nostra rubrica non è solo per segnalarvi un'artista davvero valido e promettente, ma anche per dimostrare che la fotografia, per essere davvero arte viva, non deve necessariamente limitarsi ad immagini minimaliste e strumenti di altri tempi. Al contrario, quando si riescono a sfruttare le potenzialità della tecnica moderna a sostegno dell'indispensabile base ideale dell'immagine, il risultato è ancora più apprezzabile.
Il sito web di Youness Taouil è disponibile a questo link. Su Flickr è Lo_Straniero e la sua galleria resterà visibile sulla side-bar per tutta la settimana.




Lo conoscevo già da Flickr, ma è sempre un piacere rivedere le sue opere! Perchè si tratta di vere e proprie opere d'arte, più che di semplici fotografie! Grande Straniero!
RispondiEliminaChe dire.. le sue fotografie parlano da sole e da amante dell'arte in generale non posso che rimanere estasiata nell'osservare i supo lavori.
RispondiEliminaPiù che un fotografo è un artista.
le immagini di Youness costituiscono una valida interpretazione della società e delle tendenze attuali, 360° di colore e ironia piacevolissimi e taglienti...
RispondiEliminaNon serve distinguere tra "fotografia" e "opera d'arte"! Sarebbe come dire della Gioconda che "più che un dipinto è un'opera d'arte"! In realtà ogni fotografia dovrebbe e potrebbe essere un'opera d'arte..
RispondiEliminaYouness? è un genio, il fotografo da me preferito in assoluto! lo stimo con tutto me stesso perchè lui, invece di immortalare un qualcosa di già esistente, CREA!!! e il suo modo di comunicare attraverso le immagini è qualcosa che fa rimanere sempre a bocca aperta.. Lo Straniero è unico ed inimitabile!
RispondiEliminaEduardo de Vincenzi - Isernia